AVELLINO. E’ morto Adriano Lombardi.

E’ morto Adriano Lombardi, ex calciatore e capitano dell’Avellino negli anni ‘70 e ‘80. Lombardi, di 62 anni, nato a Ponsacco, in provincia di Pisa, si é spento questa mattina alle ore 7 nella sua abitazione di Mercogliano (Avellino). Gli erano accanto la moglie, Luciana e le due figlie. L’ex calciatore era da tempo ammalato di sclerosi laterale amiotrofica, la patologia conosciuta come morbo Lou Gherig che gli aveva lentamente ma progressivamente divorato i muscoli e inibito anche i più semplici movimenti. Lombardi ha affrontato la terribile malattia con dignità e coraggio esemplari. La squadra dell’Avellino era rimasta sempre nel suo cuore: da calciatore ha disputato con la maglia degli irpini quattro campionati, compreso quello della storica promozione in serie A nel 1979, poi, dopo essersi ritirato, ha guidato come allenatore la squadra irpina per tre stagioni.


Riflessione: "Ecco il problema di chi beve, pensai versandomene un altro: se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; se non succede niente si beve per far succedere qualcosa."


POST-IT:

- La parola è un'ala del silenzio

- L’unico modo di liberarsi da una tentazione è cedervi

- Coloro che danzavano erano considerati folli da quelli che non riuscivano a sentire la musica

- Il silenzio dell'invidioso fa molto rumore

- Che l'amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore

- L'esperienza non ha alcun valore etico: è semplicemente il nome che gli uomini danno ai propri errori


WELFARE, LA CAMERA DA' LA FIDUCIA AL GOVERNO

L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al Governo sul disegno di legge che recepisce il protocollo sul welfare con 326 si'.

OK ALLA FIDUCIA, MA SINISTRA ATTACCA GOVERNO
Il governo incassa la fiducia della Camera sul welfare (326 sì e 238 no), ma lo scontro ideologico dopo l'eliminazione da parte dell'esecutivo di alcune "correzioni rosse" al Protocollo del 23 luglio, ha aperto un doppio fronte: uno tra la sinistra radicale e lo stesso governo, e uno interna alla sinistra stessa, che fa traballare la nascita della 'Cosa Rossa'.

L'annuncio del senatore ex Prc Franco Turigliatto di non votare il provvedimento neanche con la fiducia, mette poi a rischio l'approvazione del ddl a Palazzo Madama, dove a meno di sorprese sarà determinante il voto dei senatori a vita. Stamani il presidente del Consiglio Romano Prodi si è assunto "la responsabilità" delle decisioni sul welfare (fiducia e modifiche), prese, ha detto, "in piena coscienza". Il premier è consapevole della difficoltà del passaggio per Prc-Pdci-Verdi-Sd, tanto che ha accolto la richiesta di verifica a gennaio fatta dal segretario di Rifondazione, Franco Giordano: "Da parte di Prc non ci sono state minacce - ha detto Prodi - ma riflessioni e richieste di un dialogo e di un confronto politico che io non rifiuto". "Abbiamo raggiunto - ha detto ancora - una proposta sul welfare che è stata frutto di una serie di mediazioni, di una composizione di obbiettivi e della loro armonizzazione. Credo sia stato ottenuto l'obbiettivo che ci proponevamo".

Mediazione, dunque, con la sinistra che porta a casa dei punti inaspettati (per esempio il tetto dei 36 mesi per i contratti a termine), ma che riesce a vedere solo "l'emendamento rosso" sui lavori usuranti prima inserito in commissione Lavoro e poi tolto dal maxi-emendamento del governo. Il presentatore dell'emendamento Gianni Pagliarini (Pdci), oggi ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza della commissione Lavoro della Camera. E i mal di pancia sono stati anche altri. Salvatore Cannavò, della sinistra interna al Prc, ha votato contro la fiducia ed ha sancito la sua uscita dal partito. Gianluigi Pegolo ha invece votato "per disciplina", ma ha chiesto che il partito esca dal governo. I vertici del partito hanno sottolineato la necessità di rinegoziare a gennaio la presenza di Rifondazione nella maggioranza e nel governo, mettendo al centro del confronto la lotta alla precarietà. "Votiamo - ha detto Giordano in aula - per evitare che entri in vigore lo scalone Maroni, non per un vincolo politico che non c'é piu". Parole applaudite dal centrodestra che, per tutto il giorno, ha insistito sul venir meno della maggioranza. Anche il Pdci ha fatto sentire la sua voce con Oliviero Diliberto, il quale ha annunciato che d'ora in poi i Comunisti italiani "valuteranno caso per caso, dando battaglia su ogni provvedimento". Un capitolo a parte riguarda poi i rapporti tra Dini e il Pdci, che anche oggi ha visto un nuovo scambio di contumelie al limite dell'insulto (da "ricattatore" a "lininista" passando per l'etichetta di "rospo" affibbiata all'ex premier).

Il ministro Fabio Mussi, leader di Sd, non ha nascosto il malumore soprattutto per la fiducia e l'impossibilità di discutere sul merito dei problemi: "Questa fiducia non è un episodio che Ambrogio Lorenzetti dipingerebbe nei suoi affreschi sul buon governo". E dissenso il governo lo trova anche tra i socialisti per non aver inserito nel maxi-emendamento una misura sui co.co.pro già promessa. Anche per questo il senatore Roberto Barbieri ha detto che voterà il testo solo se verrà posta la fiducia. Nelle dichiarazioni di voto, Piero Fassino ha aperto a Rifondazione, dicendo di condividere la richiesta di porre la lotta al precariato al centro della verifica.

Dopo l'ok alla fiducia, Palazzo Chigi ha evidenziato che il superamento dello scalone "é motivo d'orgoglio" e che "un cedimento sarebbe stato fare in modo di far entrare in vigore questa norma". Questa, scandiscono le fonti del governo "é 'la politica' del centrosinistra". Quasi un invito alla sinistra a riflettere su questo suo obiettivo strategico raggiunto. E poi, ha aggiunto Palazzo Chigi, "il voto di fiducia non é stata una scelta per chiudere la bocca a qualcuno o per sottostare a ricatti", ma permette di approvare una legge "che cambia in meglio il volto del Paese".


La Locomotiva

di Francesco Guccini (dall'album Radici )

Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l'immagine sua:
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli...

Conosco invece l'epoca dei fatti, qual' era il suo mestiere:
i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere,
i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti
sembrava il treno anch' esso un mito di progresso
lanciato sopra i continenti,
lanciato sopra i continenti,
lanciato sopra i continenti...

E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano
che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano:
ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite,
sembrava avesse dentro un potere tremendo,
la stessa forza della dinamite,
la stessa forza della dinamite,
la stessa forza della dinamite..

Ma un' altra grande forza spiegava allora le sue ali,
parole che dicevano "gli uomini son tutti uguali"
e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via
la bomba proletaria e illuminava l' aria
la fiaccola dell' anarchia,
la fiaccola dell' anarchia,
la fiaccola dell' anarchia...

Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione,
un treno di lusso, lontana destinazione:
vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori,
pensava al magro giorno della sua gente attorno,
pensava un treno pieno di signori,
pensava un treno pieno di signori,
pensava un treno pieno di signori...

Non so che cosa accadde, perchè prese la decisione,
forse una rabbia antica, generazioni senza nome
che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore:
dimenticò pietà, scordò la sua bontà,
la bomba sua la macchina a vapore,
la bomba sua la macchina a vapore,
la bomba sua la macchina a vapore...

E sul binario stava la locomotiva,
la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva,
sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno
mordesse la rotaia con muscoli d' acciaio,
con forza cieca di baleno,
con forza cieca di baleno,
con forza cieca di baleno...

E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo
pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto.
Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura
e prima di pensare a quel che stava a fare,
il mostro divorava la pianura,
il mostro divorava la pianura,
il mostro divorava la pianura...

Correva l' altro treno ignaro e quasi senza fretta,
nessuno immaginava di andare verso la vendetta,
ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno:
"notizia di emergenza, agite con urgenza,
un pazzo si è lanciato contro al treno,
un pazzo si è lanciato contro al treno,
un pazzo si è lanciato contro al treno..."

Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva
e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria:
"Fratello, non temere, che corro al mio dovere!
Trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!"

E intanto corre corre corre sempre più forte
e corre corre corre corre verso la morte
e niente ormai può trattenere l' immensa forza distruttrice,
aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto
della grande consolatrice,
della grande consolatrice,
della grande consolatrice...

La storia ci racconta come finì la corsa
la macchina deviata lungo una linea morta...
con l' ultimo suo grido d' animale la macchina eruttò lapilli e lava,
esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo:
lo raccolsero che ancora respirava,
lo raccolsero che ancora respirava,
lo raccolsero che ancora respirava...

Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore
mentre fa correr via la macchina a vapore
e che ci giunga un giorno ancora la notizia
di una locomotiva, come una cosa viva,
lanciata a bomba contro l' ingiustizia,
lanciata a bomba contro l' ingiustizia,
lanciata a bomba contro l' ingiustizia!


Comunicazione di servizio: visto che nessuno di voi ha il coraggio di metterci la "faccia" firmando il guest book, ho ritenuto giusto (visto l'inutilizzo) di toglierlo definitivamente dal blog. Grazie per la cortese attenzione. Chiunque abbiama la voglia e la curiosità di conttatarmi, lo faccia tramite posta elettronica all'indirizzo:

fulvio_giannitti@hotmail.it

fulvi0@hotmail.it (contatto messenger)


Da amante della cucina "ricercata", sempre alla scoperta di pietanze "sfiziose", ho acquistato al supermercato i tortelloni "prosciutto crudo e fichi" di G.R. (ometto il nome per esteso perchè sarebbe pubblicità occulta e sopratutto gratuita!!). Beh, oggi li ho mangiati per pranzo. Che dire...Niente di che..Comunque da buon sammanghese, e in particolar modo da buon "mangia fico", non potevo non mangiare questi tortelli!!! Sono o non sono un MANGIA FICO D.O.C.?!! :-)


Mentre studiavo, e guardando il calendario per appuntarmi alcune "scadenze accademiche", ho notato che Natale è alle porte...
...o meglio, è ancora per strada :-) vabbè, siamo giunti al 27 novembre, meno 28 giorni alla fatidica data... Si lo so, sono uno stupido sentimentale ma non posso farci nulla, è il periodo dell'anno che preferisco. Natale viene ogni anno(questo è assodato) ma non me ne stanco mai, è davvero una festa, nel senso che è un rinnovamento, un capovolgimento, un tempo fuori dal quotidiano che ha in sè qualcosa di riparatore. Ok, lo ammetto, sono entrato in pieno "trip natalizio"!! :-)
Il Natale porta con sé, oltre all’atmosfera magica tipica del periodo, la corsa ai negozi per comperare regali dedicati a parenti, amici, etc..
E' buffo come ognuno di noi si riduce sempre all'ultimo minuto per comprare i fatidici "regali per natale".
Di solito qualcosa già ce l’abbiamo in mente, negli anni abbiamo imparato la lezione e teniamo le orecchie ben aperte per captare segnali che possano indicarci il "sentiero" che conduce, se non al regalo perfetto, quantomeno a quello "bello a vedersi". Allora, ci affanniamo nella corsa. Cerchiamo quel negozio dove eravamo quando ha detto “Prima o poi dovrò comprarmi questo” e ci sforziamo di ricordare cosa diavolo mai fosse quel “questo”. Se siamo fortunati,ci torna in mente in tempi brevi; se siamo doppiamente fortunati, riusciamo anche a trovare entrambi, negozio e regalo. Al contrario, all’apice della sfiga, dobbiamo farci venire un’idea, qualcosa che possa compensare la mancanza del regalo perfetto. Saranno proprio quei regali che avranno un "quid" in più (ammazza e che linguaggio!! :-) , che brilleranno per la loro originalità. Almeno, abbiamo bisogno d’illuderci che sia così.. :-)
Il natale inoltre per me è il momento dell'anno in cui scelgo i buoni propositi che dovranno poi essere dimenticati nel giro di poche settimane (se non fosse così non sarebbero dei veri "buoni propositi" :-). Ma parlando serio, quest'anno è un po' diverso, quest'anno è davvero un anno di svolta, i segnali sono ovunque e soprattutto ben radicati in me. Speriamo bene!!!

Ora vi lascio perchè sono "entrato" troppo nell'atmosfera natalizia e stò per commuovermi. Non voglio farmi vedere mentre piango... :'-( :-P
A presto!!!


ANCHE TOPOLINO RENDE OMAGGIO A ENZO BIAGI


Il settimanale Topolino rende omaggio a Enzo Biagi ripubblicando sul numero in edicola da domani 28 novembre la storia a fumetti scritta proprio dal grande giornalista recentemente scomparso e intitolata 'Topolino e la memoria futura' in cui l'eroe più famoso di casa Disney si trasforma in una sorta di alter-ego di Biagi. la prima volta che Topolino ristampa una storia a fumetti.

"Topolino è fiero di aver avuto fra i suoi autori un uomo come Enzo Biagi dice Valentina De Poli, Direttore di Topolino un uomo che non ha avuto paura di addentrarsi anche nel territorio delle nuvole parlanti, come testimoniano le sue monumentali Storie a fumetti. Questa è la dimostrazione che anche questa forma espressiva, al pari degli altri Media, può veicolare contenuti seri e importanti, purché espressi con il rigore e la semplicità che sono la grande lezione di Enzo Biagi a tutti noi".

La storia 'Topolino e la memoria futura', sceneggiata da Alessandro Sisti e disegnata da Romano Scarpa, fu pubblicata per la prima volta sul settimanale Disney del 20 agosto 1996 e vede un Topolino trasformato nell'alter-ego di Enzo Biagi a spasso per la storia. La vicenda ha inizio con un Topolino giornalista che vuole realizzare una grande inchiesta dedicata al nuovo millennio. Per farlo ha bisogno di tutta una serie di informazioni fondamentali sulla storia degli ultimi 20 secoli. Così, con l'aiuto dei professori Zapotec e Marlin e della loro macchina del tempo arriverà indietro fino all'anno Zero, proprio in concomitanza con la nascita di Cristo, per essere poi catapultato nell'anno Mille, alle prese con temibili pirati.

Topolino, dopo questi incredibili viaggi, lascia ai lettori un messaggio: il futuro è nella mani di ciascuno di noi e deve essere costruito così da essere sempre buono e vivibile.


A volte mi chiedo: "Se un uomo di un metro e mezzo con 3 tv è diventato Presidente del Consiglio... io che sono alto 1,85 e ho 2 autoradio, 3 cellulari e un gps che posso diventare?

p.s. Questi pensieri sono frutto di una cattiva digestione dovuta ad un pranzo al quanto "pesante". Sapete, durante la digestione il sangue affluisce tutto nello stomaco. Quindi.. c'è una precisa "teoria scientifica" a tutte le cavolate che io dico dopo pranzo!!


PIR CUOCO

Settimana nuova...ricetta nuova!! Oggi vi parliamo di un ricetta tipica della "brasserie" francese..

"BACCALA' e PIPICIELLI"

INGREDIENTI per 4 persone:
750 gr Baccala ("sponzato"), 1 kg di peperoni rossi sott’aceto, olio, aglio, peperoncino.

PREPARAZIONE:
- per i peperoni: tagliare i peperoni e soffriggerli nell’olio fino a cottura.
- per il baccalà: scaldare il baccalà in acqua bollente, lasciandolo lessare per ca. 10 minuti; tolto dall’acqua, sfogliarlo e togliere le lische. Successivamente, mettere il baccalà in una sperlunga assieme ai peperoni; condire il tutto con olio fritto e aglio.


Risultati 16° giornata di campionato di serie B

AVELLINO-SPEZIA 2-2 (26' Mengoni 68' Salgado ; 12', 90' Gorzegno)

ASCOLI-MANTOVA 1-3
BOLOGNA-ALBINOLEFFE 1-0
CHIEVO-PISA * 2-2
FROSINONE-GROSSETO 4-1
LECCE-RAVENNA 3-1
MODENA-BARI 3-0
PIACENZA-MESSINA 0-1
RIMINI-VICENZA 5-1
TREVISO-BRESCIA 3-0
TRIESTINA-CESENA 2-1



Attentato a Kabul, morto un militare italiano
Tra le vittime anche quattro bambini

Un kamikaze si è fatto saltare in aria accanto a un ponte in costruzione a Kabul, uccidendo nove civili, tra i quali sei bambini e un militare italiano, il maresciallo capo Daniele Paladini. Ferite anche dodici persone, compresi tre militari italiani. I bimbi morti stavano uscendo da una scuola situata nei pressi, allorchè sono stati investiti dall'esplosione. L'attentato è avvenuto nella Valle di Pagman, una località ad una ventina di chilometri a nord-ovest da Kabul, mentre era in corso l'inaugurazione di un ponte da parte dei militari del contingente italiano.

L'esplosione, riferiscono allo Stato Maggiore della Difesa, è avvenuta alle 9:52 locali, le 6:22 in Italia. L'attentatore suicida è arrivato a piedi ed è stato visto salire dal greto di un fiume. Sono stati gli stessi militari italiani che fornivano la cornice di sicurezza per la cerimonia ad individuarlo e a bloccarlo. La loro reazione ha impedito che l'uomo si facesse esplodere nel mezzo della folla, rendendo ancora più pesante il bilancio dell'attentato.

Per quanto riguarda le condizioni dei feriti italiani, non desterebbero particolare preoccupazione: uno ha ferite di schegge al volto, un altro alla gamba e il terzo ha una frattura scomposta al braccio destro ed altre lesioni. Tutti, comunque, sono stati evacuati dalla zona dell'attentato in elicottero. Il ministro della Difesa, Arturo Parisi ha espresso il proprio cordoglio per la morte dei civili afgani coinvolti.

nota: vale la pena essere ancora "esportatori di democrazia"?? A voi l'ardua sentenza.


PIR CUOCO

Visto che questo è il periodo giusto per "accire o puorco", il nostro chef propone una ricetta che ha come base il SANGUE del maiale (non vi preoccupate, non è una ricetta dei VAMPIRI!!)

Sanguinaccio

INGREDIENTI:
1/4 di latte; 250 gr. di sangue fresco di maiale; 250 gr. di zucchero; 35 gr. di farina; 80 gr. di cacao amaro; cannella, cedro, arancio e mandarino;

PREPARAZIONE:
Sciogliere a fuoco lento, tutto insieme, 1/4 di li latte, 250 gr. di sangue fresco di maiale, 250 gr. di zucchero. Rimestare lentamente per 20 minuti circa, aggiungetevi 35 gr. di farina setacciata, rigirando per altri 10 minuti. A fine cottura aggiungere a questo composto 80 gr. di cacao amaro, spegnete il fuoco e fate amalgamare unendovi della cannella e dei pezzettini di cedro, arancio e mandarino


Anche il fisco tra i "clienti" delle lucciole

La legge le tollera appena ma il fisco batte cassa. E una prostituta deve pagare 70 mila euro di tasse

Lavoratrici sfruttate o imprenditrici del proprio corpo? Vittime involontarie o professioniste del sesso? Al dibattito sulla legalità o meno della prostituzione - vecchio almeno quanto il mestiere - mancava solo la variante fiscale. Ci ha pensato la Commissione tributaria della Lombardia, cioè il tribunale di appello per le controversie sulle tasse, stabilendo che anche le "lucciole" devono pagare le imposte sui loro redditi. Non è raro che i giudici si trovino a ficcare il naso tra le lenzuola, ma è la prima volta che lo fanno per stimare quanto rende il "mestiere".

La vicenda riguarda la signora L.M., di professione prostituta. Vent'anni di onorata carriera le hanno consentito di acquistare sei appartamenti a Milano e hinterland e due auto di lusso. Un patrimonio a cui però non corrisponde, secondo l'Agenzia delle entrate, un'adeguata dichiarazione dei redditi. Due anni fa, infatti, il fisco stima che la signora, solo nel biennio 1997-98, abbia percepito un reddito annuale non dichiarato oscillante tra i 90 e i 100 mila euro. E le invia una cartella esattoriale di oltre 68 mila euro di tasse non pagate, interessi e sanzioni.

La zona grigia della prostituzione

La signora non ci sta e fa ricorso alla Commissione tributaria provinciale. Il suo avvocato afferma chiaramente che dai 20 ai 40 anni M.L. ha fatto la prostituta e per dimostrarlo mostra ai giudici le inserzioni sui giornali con le quali si metteva in vendita. Dice che la sua cliente non ha mai avuto un protettore e ha investito i suoi risparmi nel mattone. E i giudici di primo grado gli danno ragione perché i guadagni della prostituzione "non possono essere considerati tecnicamente redditi" e quindi non possono essere tassati.

Dal punto di vista del diritto, infatti, la prostituzione si colloca in una zona grigia: penalmente è lecita, cioè non è considerata un reato. Ma il rapporto tra prostituta e cliente non è tutelato dalla legge perché rientra tra i contratti con "causa illecita" che secondo il Codice civile sono quelli contrari a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume. E per logica, i guadagni di un contratto che la legge non riconosce restano anche invisibili al fisco.

Ma il giudice di secondo grado non condivide questa tesi.

I soldi ci sono e vanno tassati

La Commissione regionale - il giudice di appello - non entra nella questione della natura giuridica di tali redditi. E' molto più pragmatica. Nalla sentenza si legge che M.L. ha "chiaramente provato (...) quale era la sua attività negli anni, non ha però provato né quale era o poteva essere l'ammontare delle somme da lei percepite, né le somme da lei spese", perché "non ha prodotto una documentazione idonea". In altre parole, non ha emesso fatture. Quindi il fisco stima il suo reddito sulla base del patrimonio. Se la signora avesse potuto dimostrare esattamente quanto guadagnava avrebbe forse potuto pagare di meno.


Era il 23 Novembre del 1980....

Oggi, a distanza di 27 anni da quella tragica e maledetta domenica di novembre, ricordiamo tutte quelle persone che hanno perso la vita, tutte quelle famiglie private dell'affetto dei loro cari. Ricordiamo che per essere "uomini del futuro" non dobbiamo dimenticare il passato, e facciamo si, che in maniera graduale, terminata (per fortuna) la ricostruzione delle abitazioni distrutte dal sisma, inizi oggi l'era della "costruzione" del tessuto sociale, della collaborazione e del rispetto reciproco. Proprio sulla base dell'esperienza del terremoto dell'80, bisogna dire a noi stessi che la vita è UNA e deve essere vissuta per gli altri,perchè solo rendendo felici gli altri renderemo felici noi stessi. Ora basta, si è detto e si è parlato (anche troppo) in questi anni. Ora raccogliamoci in un doveroso silenzio, che nn deve essere interpretato come sintomo di rassegnazione, ma momento di profonda riflessione.

Queste poche righe certo non scuoteranno gli animi e non cambieranno lo stato delle cose, però è almeno un "tentativo" che un giovane di 25 anni come me tenta di fare per scuotere sopratutto se stesso, sperando che almeno una volta venga emulato in quello che fa e in quello che crede.

IERI ...

OGGI


Mi hanno segnalato che...
Brian May, storico chitarrista dei Queen, è stato nominato rettore onorario dell'Università John Moores di Liverpool. L'incarico di prestigio e immagine è una grande soddisfazione per il musicista, che si è laureato di recente in astrofisica. May rileva l'incarico di rettore onorario da Claire Booth, la moglie dell'ex primo ministro britannico, Tony Blair, la quale ha diramato un comunicato con cui dà il benvenuto al chitarrista. Brian May, che resterà in carica per un anno, è stato scelto all'unaniminità dal consiglio dell'ateneo di Liverpool. La sua tenacia nel riprendere gli studi dopo tanti anni e laurearsi con il PhD all'Imperial College di Londra viene vista come esempio per gli studenti di oggi.

Grazie per la "soffiata" :-)


Lo so che non è una notizia "bomba", però volevo informarvi che ho comprato un nuovo libro (ho letto le prime 22 pagine) di Anthony Bourdain dal titolo "Il viaggio di un cuoco".

Anthony Bourdain, per chi non lo sapesse, è uno dei più famosi chef di New York. E' diventato famoso come scrittore con il libro "Kitchen Confidential" scritto nel 2002.

p.s. Devo consigliare la lettura di qusto romanzo a Pir - cuoco, visto che è ancora un pò "rustico" nell'arte culinaria :-)


Per par-condicio, dopo aver presentato il costituendo "Popolo delle Libertà" di S.Berlusconi, vi mostro il nuovo simbolo del Partito Democratico.

Verde, bianco e rosso nel simbolo del Pd


Veltroni: ''Assume su di sé l'identità nazionale e le tre grandi tradizioni che sono nel Partito democratico''

La 'P' verde e la 'D' bianca su uno sfondo rosso. Poi, sotto, la scritta 'Partito democratico', in mezzo un ramoscello di ulivo. E' questo il nuovo simbolo del Pd. "E' la nostra carta di identità", ha detto Walter Veltroni alla presentazione. "Un simbolo racconta l'identità di un partito e di una comunità e io credo che questo simbolo ci rappresenti bene. E' un simbolo rivolto al futuro, di un partito che nasce per una Italia nuova ed assume su di sé l'identità nazionale", ha detto il leader del Pd riferendosi ai colori della bandiera italiana del nuovo simbolo. Ma Veltroni osserva che quei tre colori sono anche un riferimento alle "tre grandi tradizioni che stanno nel Pd", ovvero il verde dell'ambientalismo, il bianco dei cattolici democratici e quindi il rosso della sinistra e del mondo del lavoro. "E' un simbolo rivolto al futuro - ha proseguito - e che raccoglie anche l'esperienza dell'Ulivo e la porta nel Pd". Quindi ha tirato le somme: "Sono passati 24 giorni dall'assemblea del 27 ottobre a Milano. In tre settimane abbiamo realizzato il simbolo, aperto la sede e designato gli organismi dirigenti. E, fatemelo dire, in tre settimane molte cose sono cambiate dal punto di vista politico: c'è stata la fine della Cdl e la consapevolezza e l'esigenza di riforme istituzionali e di una nuova legge elettorale". Il simbolo è stato realizzato da Nicola Storto, designer molisano di 25 anni.


Individuato il Lupercale, dove nel mito che la lupa ha allattato i gemelli Romolo e Remo.
E' vicino alla casa di Augusto sotto le pendici del Palatino

Le prime immagini mostrano una volta con marmi colorati e una grande aquila bianca.

La leggenda si fa storia. Il luogo più celebre del mito della storia di Roma, cercato per secoli, è apparso. Il Lupercale, ovvero il luogo dove la lupa avrebbe allattato i gemelli Romolo e Remo, è stato trovato: è vicino alle mura della dimora di Augusto, in un avvallamento sotto le pendici del Palatino e in un'area mai esplorata finora tra il Tempio di Apollo e la Chiesa di Sant'Anastasia, a 16 metri di profondità. A dare oggi l'annuncio dell'incredibile scoperta, il ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli.

"Nel corso dell'esplorazione di questi giorni del Palatino, nella parte che dà verso il Circo Massimo, una sonda a 16 metri di profondità ha trovato qualcosa di veramente strabiliante", ha detto il ministro illustrando i dettagli della scoperta. La struttura a forma di ninfeo sembra essere una grotta in parte naturale e in parte artificiale, alta circa 9 metri e con un diametro di 7,5.

La microtelecamera della sonda ha mostrato una volta decorata a cassettoni, che riquadrano motivi geometrici non figurativi realizzati a mosaico con tessere di marmo policromo, ed è impreziosita ulteriormente da filari di conchiglie bianche e dall'aquila bianca di Augusto al centro della volta stessa. A quanto pare, edificando la sua dimora proprio in quel luogo, l'imperatore volle annettere alle sua villa quel luogo altamente simbolico della storia di Roma.

Una visione mozzafiato che è stata ottenuta dalla soprintendenza, che ancora non ha messo piede nella grotta, solo alla fine di luglio scorso. "Una vivacità policroma impressionante che sembra a prima vista un unicum nel complesso della Casa di Augusto", commenta l'archeologa Irene Iacopi che ha diretto lo scavo. Con lei, il soprintendente archeologico Angelo Bottini, il professor Giorgio Croci curatore del supporto scientifico ai lavori di scavo sul Palatino e il noto archeologo Andrea Carandini.

"La grotta è ancora quasi interamente riempita di terra di riporto - dice Bottini - ma con la sonda siamo arrivati fino al pavimento che è di cocciopesto per approssimare le dimensioni di 7,5 metri d'altezza e 6 di diametro. La struttura ipogea, che ha le sembianze di un ninfeo, dove alle pareti abbiamo riconosciuto una nicchia, è alla base della collina, allo stesso livello del Circo Massimo, ed è stata inglobata in un complesso di strutture che l'hanno rispettata e decorata secondo la moda del tempo. Lo scavo sarà, quindi, complesso. Partiremo dall'alto per scendere verso il basso". "Dallo scavo, che coinvolgerà una struttura iniziale di circa 700 metri quadrati, ci aspettiamo di conoscere le connessioni tra il Lupercale e il Tempio della Casa di Augusto che aveva l'ingresso monumentale su questo versante del colle".

Il culto del Lupercale, ha spiegato Andrea Carandini, era ancora vivo nel quinto secolo dopo Cristo. Cosa che suscitò le ire del papa Gelasio I: il Pontefice proibì ai romani di praticare il rituale legato alla grotta, ovvero correre intorno al Palatino, il sacro colle, appunto, frustando le donne per renderle fertili.

Ora si dovrà cercare un varco per entrare nella grotta, costruire un cantiere in sicurezza, e svuotare del terriccio. "Gli studiosi - ha spiegato Rutelli - lavoreranno per anni sui dettagli di questa struttura. Si tratta di un luogo di culto, un santuario che Augusto trasformò in uno dei punti centrali della sua casa. Per secoli era stato cercato ed ora finalmente è sotto gli occhi di tutti".


''Popolo della liberta'' o ''Partito della liberta''...... purtroppo il risultato non cambia!!!!

Guardare..per credere... La foto si commenata da sola


PIR CUOCO

Oggi Pir-cuoco, su consiglio di mia nonna, vi propone un'altra ricetta tipica della "novelle cucine" :-)

"MENESTA SCIATIZZA CO FASULI E COTECA"

INGREDIENTI (per 4 persone):
Verdura mista scaldata (cicorietta e finocchietto di campo); fagioli; cotica; aglio; olio; peperoncino.

PREPARAZIONE:
Sgrassare e lavare bene la cotica; scaldarla in acqua e lascaiarla cuocere finchè non si è completamente sgrassata (ca. 1 ora);tagliarla a pezzetti ed amalgamarla con i fagioli precedentemente lessati in acqua calda.Da parte lasciate rosolare l’aglio in abbondante olio ed un pizzico di peperoncino; dorato l’aglio, aggiungete i fagioli con la cotica e, a seguire, la verdura. Amalgamate il tutto per ca. 5 minuti.

p.s.: "da notare il termine prettamente "tecnico" di menesta "SCIATIZZA" :-)


POST-IT:

- "Tre cose sono impossibili: insegnare, guarire, governare"

- " Diventa chi sei"


Notizie "censurate" (fino a pochi giorni fa)

Test scientifici pazzi: dall'LSD all'elefante a cani resuscitati

Uno scrittore americano ha raccolto in un libro (Elephants on Acid And Other Bizarre Experiments) gli episodi più sconcertanti eseguiti da scienziati di tutti i tempi

Un elefante imbottito di LSD, un trapianto di una seconda testa su un cane e due fox terrier resuscitati: sono alcuni dei dieci esperimenti più pazzi mai intrapresi dagli scienziati di tutti i tempi. Li racconta lo scrittore americano Alex Boese sull'ultimo numero della rivista britannica New Scientist. Nel suo libro "Elephants on Acid And Other Bizarre Experiments", Boese ha raccolto testimonianze sugli esperimenti più strani e fantasiosi dai tempi dei suoi studi post-laurea, arrivando a collezionarne una serie che spazia tra il faceto, lo stupefacente e il disgustoso, a dimostrazione che la scienza può essere frutto di genialità ma anche di follia.
L'esempio forse più eclatante è quello di due ricercatori statunitensi dell'Università dell'Oklahoma, che nel 1962 iniettarono nell'elefante Tusko una dose dello stupefacente LSD 3mila volte superiore a quella necessaria a allucinare un essere umano. L'esperimento, a detta dei ricercatori, voleva scoprire se la sostanza inducesse l'animale a un temporaneo stato di follia e particolare aggressività sessuale. Risultato: l'elefante reagì come colpito da un proiettile, agitandosi e barrendo nel proprio recinto per alcuni minuti prima di accasciarsi al suolo e morire nel giro di un'ora. Per difendersi agli occhi dell'opinione pubblica gli scienziati dichiararono di aver assunto la droga loro stessi in passato senza conseguenze fatali, e che la scoperta sarebbe potuta servire a eliminare mandrie o branchi di animali in eccesso se e dove necessario.
Altro tentativo fuori dall'ordinario quello, negli anni Trenta del Novecento, dello scienziato dell'Università della California Robert Cornish, deciso a resuscitare i morti con l'aiuto di alcuni fox terrier, non a caso chiamati Lazzaro. Cornish asfissiava gli animali per tentare di rianimarli 10 minuti dopo facendo oscillare i cadaveri su un altalena mentre li iniettava con un mix di adrenalina e anti-coagulanti. Due dei cani utilizzati sopravvissero all'esperimento e vissero ancora per alcuni mesi, ma ciechi e con danni cerebrali. Ai confini dell'orrore l'esperimento del chirurgo sovietico Vladimir Demikhov, che nel 1954 trapiantò su un pastore tedesco adulto la testa, le spalle e le zampe anteriori di un cucciolo. La creatura sopravvisse sei giorni e nessuno dei tentativi a seguire arrivò a superare un mese di vita a causa dell'incompatibilità dei tessuti, ma si ritiene che il lavoro di Demikhov abbia aperto la strada per il primo trapianto di cuore umano.
Disgustoso il caso del dottore statunitense Stubbins Firth che nel 1804, per provare la non contagiosità della febbre gialla, bevve il vomito fresco di un paziente dopo averlo versato in una ferita sul proprio braccio. Firth non si ammalò, ma scoperte successive dimostrarono che la febbre gialla era invece altamente contagiosa ma solo se trasmessa direttamente nel sangue, ad esempio attraverso la puntura di una zanzara. Tra i più bizzarri, l'esperimento, degli anni Sessanta del Novecento, sul comportamento sessuale dei tacchini maschi. Ricercatori dell'Università della Pennsylvania assemblarono dei modelli di tacchino femmina per poi smontarli pezzo per pezzo e vedere quando il maschio avrebbe perso lo stimolo sessuale. Scoprirono che il tacchino era ancora eccitato da una testa su un bastoncino, ma non da un corpo senza testa.

La cagnetta Laika morì dopo 20 minuti dal lancio

Dopo 50 anni dall'exploit della messa in orbita del primo essere vivente, si è saputo che l'animale non sopravvisse alcuni giorni come affermato dai sovietici

Adesso sappiamo che non era affatto viva quando lo Sputnik 2 raggiunse l'orbita terrestre, ma la cagnetta Laika è ormai un simbolo e, se non è stato il primo essere vivente in orbita, è comunque il primo vivente protagonista di una missione spaziale, un simbolo che nel 1997 ha meritato un posto nell'elenco dei cosmonauti morti in missione.
Il 3 novembre 1957 lo Sputnik 2 partiva dalla base di lancio russa di Baikonur, nel Kazakhstan. A bordo c'erano aria, acqua e cibo (sotto forma di gel), insieme a strumenti che permettevano di controllare parametri vitali come pressione sanguigna, battito del cuore e ritmo del respiro. Nella capsula Laika poteva stare sdraiata o in piedi, la temperatura interna era di 15 gradi e un termostato evitava sbalzi termici eccessivi. Secondo la storia ufficiale, Laika era un randagio trovato a Mosca, aveva circa tre anni ed era probabilmente un incrocio fra un Husky e un Terrier.
Si chiamava Kudrjavka (Ricciolina), ma a chiamarla Laika (Colei che abbaia) furono i politici e i responsabili della missione; per gli americani era Muttnik (da ''mutt'', bastardo, e Sputnik). Era stata addestrata con altre due cagnette, Albina e Muschka. Affrontarono un programma durissimo, con giornate costrette in gabbie molto strette e giri nella centrifuga. Quindi il responsabile del programma, Oleg Gazenko, selezionò Laika per il volo orbitale. In caso di emergenza l'avrebbe sostituita Albina (che intanto affrontò un volo suborbitale), mentre con Mushka vennero collaudati i sistemi vitali della capsula. Quello che accadde subito dopo il lancio è stato per anni oggetto di controversie. Secondo la versione ufficiale delle autorità sovietiche, Laika rimase viva per alcuni giorni mentre lo Sputnik 2 orbitava attorno alla Terra. Ma nel 2002 emerse una nuova versione dei fatti, secondo la quale Laika visse soltanto poche ore. Secondo una terza versione, da poco rivelata, Laika morì circa 20 minuti dopo il lancio per un guasto all'impianto di ossigenazione. In molti si sono preoccupati di restituire il primato di primo essere vivente nello spazio al legittimo depositario. Ad essere rigorosi, il riconoscimento andrebbe ai moscerini della frutta lanciati nello spazio dagli americani con dei razzi V2 che erano stati catturati ai tedeschi nel 1946. Se invece si guarda al ''dopo Laika", il primato diventa collettivo. A bordo dello Sputnik 5, lanciato il 19 agosto 1960, c'erano infatti ben 44 animali: le cagnette Belka (Scoiattolo) e Strelka (Freccetta), 40 topi e due ratti, tutti tornati a Terra salvi.
Quello che è certo è che la storia di Laika impressionò l'opinione pubblica quanto il lancio del primo satellite artificiale: da un lato aveva dimostrato che in poco tempo l'Unione Sovietica era riuscita a costruire un vettore ancora più potente e dall'altro scatenò in tutto il mondo le proteste degli animalisti. Lo stesso Gazenko, molti anni più tardi, si rammaricherà in un'intervista per il destino di Laika, definendo la missione un sacrificio inutile.


CDL AI FERRI CORTI, FINI ATTACCA BERLUSCONI

Arriva il giorno della resa dei conti nella Cdl, a 48 dal sì del Senato alla finanziaria. E scoppia la polemica. All'attacco sono Pier Ferdinando Casini e, soprattutto, Gianfranco Fini. Il presidente di An rimprovera al Cavaliere la strategia della spallata ("un'assicurazione sulla vita per Prodi") e l'atteggiamento verso gli alleati: "Non accettiamo pagelle". Anche il leader dell'Udc affonda il colpo: "Prodi cadrà quando Berlusconi comincerà a fare politica e metterà da parte la propaganda". E l'ex premier risponde per le rime. "La mia colpa è aver fatto implodere l'Unione. Non sarò mai isolato, il popolo è con me", replica davanti a un gazebo romano sul Tevere, mentre annuncia che sono 3,7 milioni le firme già raccolte da Fi per mandare a casa Prodi e tornare al voto. Ma Fini non ci sta e, parlando con i suoi, non nasconde l'irritazione e definisce "inaccettabili" le accuse del Cavaliere.
Ad accendere le polveri era stato in mattinata proprio Fini, davanti a Lorenzo Cesa, piuttosto stupito, e Sandro Bondi, palesemente attonito, ad una manifestazione dei Cristiano riformisti a Roma. Alla fine degli interventi il presidente di An e il coordinatore di Fi hanno lasciato il palco senza stringersi la mano. Fini aveva esordito con una battuta che sembrava accomodante, approfittando di un improvviso black-out in sala. "Ci sono tanti problemi nella nostra coalizione, ma l'alleanza non è proprio al buio", aveva scherzato. Ma poi era passato, seccamente, a un lungo elenco di accuse a Berlusconi: "Non accettiamo pagelle"; con la richiesta ossessiva di elezioni hai assicurato la vita del governo Prodi; ti serve un po' di autocritica; la mancata 'spallata' è un "buco nero" nella Cdl.
E l'analisi dell'immediato futuro politico è suonata ancora più dura con il leader azzurro. "Dobbiamo andare alle urne - ha insistito Fini - solo dopo aver sciolto il problema di fondo: approvare le riforme necessarie, soprattutto quella elettorale per consentire al Paese di sopravvivere ed impedire che il successore di Prodi si ritrovi nelle sue stesse condizioni".
Non solo. Fini chiede di guardare all'interesse generale. "Qualche volta - attacca - il dovere dei politici è scegliere di non seguire l'umore della gente. Dobbiamo avere il coraggio di dire che così l'Italia non può essere governata". Nei propositi dell'ex vicepremier c'é il dialogo con la maggioranza per garantire, possibilmente con un governo diverso dal "fallimentare Prodi", le riforme. "Del resto, è evidente - fa notare Fini - che Dini e Bordon possono far cadere il governo in carica, ma non vogliono certo le elezioni subito: non si può chiedere al cappone di anticipare il Natale". Come dire: anche su questo i calcoli di Berlusconi erano sbagliati.Quasi in contemporanea, da Pizzo, a due passi da Vibo Valentia, tuonava Casini. Con toni più pacati rispetto Fini, il leader dell'Udc ha fatto notare a Berlusconi che, a questo punto, "il dovere della politica è distinguere tra la propaganda dei banchetti e la politica. Tutto è andato com'era facile prevedere. La strategia del Cavaliere ha aiutato Prodi ad uscire dagli scogli. Ora serve una strategia per mandarlo a casa". Proprio quella strategia che Berlusconi non avrebbe saputo tessere.
Da un barcone sul Tevere ai piedi del palazzo di Giustizia, il leader azzurro replica nel pomeriggio, senza indietreggiare di un centimetro: "La mia unica colpa? Ho fatto implodere l'Unione: una bella colpa. Le riforme sono solo una scusa per perdere tempo. Non ho nessuna intenzione di cambiare strategia e non resterò mai isolato perché il popolo è con me. Non è vero che ho dato pagelle, anche se io sono tra i pochi che avrebbe tutto il diritto di farlo". Il Cavaliere, quindi, conferma i suoi 'no': no a governi tecnici, no al tavolo sulle riforme con l'Unione.
Parole e giudizi che An respinge in serata, senza nascondere "forte irritazione". Sulle "pagelle", Fini decide di non replicare a Berlusconi "per non scadere nel battibecco personalistico", visto che le questione sollevate "sono politiche".

p.s. Se dovesse vincere di nuovo la CDL, io cambio Nazione!!! Prenderò la cittadinanza Curda, Greca, Polacca, Mozambicana, etc.. Ma certamente non voglio essere rappresentato dall ' OTTAVO NANO !!!!!


DESTINO NEL NOME, LE INIZIALI CI INFLUENZANO

Se ne erano accorti anche gli antichi romani, che sostenevano che 'nomen omen', cioé che il destino é scritto nel nome, ma sono passati duemila anni per averne la prova scientifica. Leif Nelson dell'università della California e Joseph Simmons di quella di Yale, infatti, basandosi su dati statistici sono riusciti a dimostrare che le iniziali di nome e cognome riescono ad influenzare comportamenti e scelte che arrivano addirittura alla qualità della scuola frequentata.

Diversi studi hanno già dimostrato il cosiddetto 'name-letter effect', cioé la tendenza in alcune persone da farsi influenzare ad esempio nella scelta della città o del partner, per cui una leggera maggioranza di Jack sceglie di vivere a Jacksonville e di sposare donne chiamate Jackie. Secondo i due ricercatori, però, questo meccanismo inconscio è capace anche di peggiorare le prestazioni di chi ha iniziali 'sfortunate'. In uno degli esperimenti, riporta la rivista Psichological Science, sono stati analizzati i risultati scolastici di una facoltà di economia degli ultimi 15 anni, che negli Usa vengono espressi con le lettere da A a D. Il risultato è stato che gli studenti i cui nomi o cognomi iniziavano per C e D, i voti più bassi, prendevano effettivamente questi voti con una frequenza più alta rispetto agli altri.

"Quelli i cui nomi iniziano per A e B, invece, hanno le stesse performance di quelli che hanno tutte le altre iniziali - sottolineano gli autori - la spiegazione è che il successo negli studi dipende sia dalla motivazione che dalle capacità: se si hanno le iniziali 'giuste' c'é una grande motivazione ma non necessariamente si riesce ad andare bene, mentre con le iniziali 'sbagliate' inconsciamente si tende ad avere prestazioni peggiori".

Risultati simili i ricercatori li hanno ottenuti analizzando i dati sulla 'serie A' del Baseball americano: in questo sport chi viene eliminato durante il turno di battuta viene indicato con la lettera K, ed effettivamente i giocatori con questa iniziale vengono eliminati con una percentuale più alta del 2%. "E' chiaro che i risultati sportivi o scolastici sono influenzati da moltissime variabili - spiega Simmons - uno di questi è la motivazione, e questi risultati confermano che l'inconscio legato al proprio nome può influenzare la forza con cui si perseguono i propri obiettivi".

Secondo lo studio, le conseguenze del 'name-letter effect' possono condizionare anche scelte importanti, come quello del tipo di college da frequentare, portando ad accontentarsì se si hanno iniziali sbagliaté: analizzando i nomi degli iscritti a 170 facoltà di legge statunitensi, i ricercatori hanno trovato che in quelle migliori c'era una prevalenza di iscritti i cui nomi iniziavano con A e B, anche nel caso in cui il test di ammissione non prevedeva n giudizio dato con le lettere dell'alfabeto.

nota: le mie iniziali sono F G , mi devo preoccupare?? :-O


PIR-CUOCO

Oggi,visto le temperature "siberiane", vi propongo una ricetta semplice e tipicamente invernale.

Parliamo di: "PIZZA E MENESTA"

INGREDIENTI: 1 Kg di farina gialla, un pizzico di sale, verdura, olio, aglio, cotica di maiale, fagioli, peperoncino.
PREPARAZIONE: Impastare la farina con acqua bollente. Aggiungere un pizzico di sale. Mettere il tutto in una teglia unta d'olio e fare cuocere per circa 30 minuti. A parte fare soffriggere olio, aglio e peperoncino. Aggiungere i fagioli e la cotica tagliata a dadi. Quando il tutto ha preso sapore, aggiungere la verdura bollita precedentemente. Fare cuocere a fuoco lento. La pizza e la verdura possono essere servite separatamente, oppure mischiate nel piatto.

nota: è un piatto tipicamente della "cucina povera", dai sapori marcati e che ricordano un "tempo che fu". Ah?? Ma che sto a dì?? Bohh.. Non prendetemi sul serio a volte,ok? :-)

p.s. Ho assunto con "contratto a progetto" Pir-cuoco nella mia cucina. Fa parte anche lui della folta schiera dei "lavoratori precari", i c.d. RO.CO.CO' !! :-) (o co.co.co. :-P )


ETILOMETRO fai-da-te

(spero che non vi serva mai, il che significa che non dovete mai ESAGERARE!! Anzi, mi ci metto anch'io, non DOBBIAMO ESAGERARE!!!)

"Avrò bevuto troppo?". Quante volte dopo un pranzo, una cena o una serata in birreria con gli amici vi siete chiesti se per l'etilometro avevate alzato troppo il gomito? Per la sicurezza di tutti speriamo spesso.
Sapere apprezzare il vino (o la birra, cocktail, etcc..) significa anche comprendere il valore della moderazione. Prima di metterci alla guida dell'auto, ricordiamoci di essere responsabili e intelligenti.
Io, non volendo acquistare un etilometro tascabile, ho spulciato un pò su internet e ho trovato il metodo matematico che si applica per calcolare la percentuale di alcol presente nel sangue.
In primis bisogna tener conto di fattori che influiscono sull'assorbimento, cioè in base a quanti grammi di alcol sono stati ingeriti, se a stomaco vuoto o pieno, al peso della persona e al sesso.

Questo calcolo viene fatto sulla base di una formula scientifica nota come metodo di Widmark

Calcolo dell'alcolemia, in mg/dl (metodo di Widmark):

alcolemia = alcol ingerito (in gr.) / peso corporeo (in Kg) x R (se vogliamo esprime il valore in termini percentuali moltiplichaimo il tutto per 100)

Nota: R è uguale al volume di distribuzione dell'alcol diviso il grado di alcol assorbito: a stomaco vuoto 0,68 per il vino, 0,72 per i superalcolici; a stomaco pieno 1,18. (Non vale per la birra).
Inoltre, nel caso delle donne, al risultato si deve aggiungere un +30%.

Con le recenti modifiche al codice della strada il tasso alcolemico è stato abbassato a 0,5 grammi per litro, nella media con quello previsto nel resto d'Europa. La guida in stato di ebbrezza da alcool, art. 186 del Codice della strada, è soggetta a sanzioni di natura penale. E' un reato contravvenzionale di competenza del Tribunale, e non del giudice di pace, e prevede l’arresto fino a 1 mese, un’ammenda da 258 a 1.032 euro oltre che la sanzione amministrativa della sospensione della patente (da 15 giorni a 3 mesi se non si è recidivi). Per questo tipo di reato è prevista anche la sottrazione di 10 punti sulla patente (il doppio per i giovani che hanno preso la patente dopo l'01.10.2003 e da meno di 3 anni).

p.s. Come diceva la canzone di Fabio Concato: GUIDO PIANO!!!!

Ah, ma sto Widmark non è che sta 'mbriaco quando ha scritto sta formula?? :-)

Ovviamente non voglio fare il "bacchettone"!!! Se magari siete a casa e poi pensate di non uscire e guidare la macchina... mbriacativi pure!!! Anzi, si dice che quest'anno sia una delle migliori annate per quanto riguarda il vino.Quindi, quale scusa migliore!!!! :-P


Forse questa è una notizia ancora più importante della Finanziaria (a mio parere).

Via libera alla class action.

Sì inaspettato al Senato per l’articolo che introduce in Italia le class action, le cause collettive intentate dai consumatori contro le società fornitrici di beni e servizi. La norma ha infatti ricevuto il lasciapassare come articolo della Legge finanziaria (anch'essa approvata da Palazzo Madama). Sarà però, o almeno lo sarà fino al prossimo esame della Camera, una norma molto diversa da quella ispiratrice presente negli Stati Uniti.
Innanzitutto per la qualifica dei soggetti che potranno agire. Negli Usa un singolo cittadino può avviare l’azione per conto di una classe di persone sufficientemente numerosa da rendere impossibile il ricorso individuale. In Italia invece legittimate ad agire saranno le associazioni dei consumatori e altre associazioni rappresentative di interessi collettivi che verranno individuate dal ministero della Giustizia.
C’è ancora incertezza inoltre sulle categoria che potranno essere tutelate dalla norma. Nel sistema a stelle e strisce sono i consumatori, gli utenti e gli investitori. Le stesse classi previste in Italia, con la differenza, non di poco peso, che nel nostro Paese l’accesso all’azione collettiva risarcitoria da parte degli investitori potrà avvenire solo con criteri ancora da definire.
Sempre negli Stati Uniti agli avvocati difensori della classe spetta una parcella che muta in percentuale del risarcimento. Una misura che agisce quindi da sprone ad ottenere anche risarcimenti esemplari dal mondo corporate. In Italia invece, la norma prevede un tetto al compenso dei legali.
Ci sono poi alcune difformità giuridiche che già non hanno mancato di attirare critiche, ad esempio da Confindustria. Innanzitutto è messa in dubbio la costituzionalità della norma. La Carta costituzionale prevede infatti la sola titolarità del singolo ad agire se danneggiato. Nel sistema approvato dal Senato manca poi qualsiasi possibilità di filtrare le azioni. Negli Usa questo compito è affidato al giudice, che blocca sul nascere azioni infondate o ricattatorie.
Le norme saranno efficaci dopo 180 giorni dall’entrata in vigore della Finanziaria. Come detto però, virtù e difetti della class action all’italiana potrebbero comunque mutare sostanzialmente nel passaggio alla Camera, così come già anticipato dal ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani nei confronti in particolare dell’assenza di filtri ad abusi nei ricorsi.



Il Senato approva la Finanziaria


Sconfitta la Cdl (niente "spallata" :-), ma l'Unione perde pezzi

Dopo anni la manovra è stata licenziata senza ricorrere alla fiducia: 161 sì, 157 no Prodi: "I conti si fanno a fine legislatura. Siamo entrati in una nuova fase della politica"
Gli avvisi di sfratto al governo di Bordon e Dini. "Superare l'attuale quadro politico perché questo governo non è adatto a realizzare le politiche necessarie al Paese"

Alla fine, quando alle 22 e 35 sul tabellone elettronico dell'aula di palazzo Madama la Finanziaria viene licenziata con 161 voti a favore e 157 contrari, più che il vincitore è chiaro chi è lo sconfitto. Non è esatto dire che hanno vinto governo e maggioranza. E' più esatto dire che ha perso Silvio Berlusconi. Dopo mesi di annunci e di campagna acquisti, sono fallite spallate e implosioni. Lo si capisce dai banchi dell'opposizione da dove piovono coriandoli di carta e fogli bianchi, urla e rabbia. E dalla foga con cui il senatore azzurro Viceconte cerca il contatto fisico con il senatore dell'Ulivo Mario Gasbarri, entrambi a mala pena trattenuti dai commessi.

Romano Prodi cerca l'abbraccio con Tommaso Padoa-Schioppa e poi con il sottosegretario D'Andrea prima di sfilarsi dall'aula e presiedere il consiglio dei Ministri straordinario che deve approvare le variazioni della spesa di bilancio e il bilancio, il passaggio tecnico che licenzia la manovra. Anna Finocchiaro, protagonista di un intervento in cui ha accusato l'opposizione di "corruzione di senatori" e che sancisce "la fine della politica delle spallate e il ritorno, d'ora in avanti, alla primazia della politica vera", raccoglie complimenti e gratitudine, ma soprattutto vuole stringere le mani della senatrice a vita Rita Levi Montalcini, 94 anni, rimasta sempre in questi giorni e questa sera fino all'ultimo a fare il suo dovere.

Dini: l'ultimo avviso al governo Prodi - Ma sulla maggioranza in festa rimbombano pesantissime le parole con cui il senatore Lamberto Dini ha chiuso le dichiarazioni di voto: "Proseguiremo con determinazione nella nostra iniziativa politica liberaldemocratica con l'obiettivo di superare rapidamente l'attuale quadro politico poichè il governo che ne è espressione non appare adatto a realizzare le politiche necessarie per invertire la tendenza al declino economico e civile del paese". Ecco, il Senato ha licenziato la Finanziaria, "97 articoli, 716 votazioni - ricorda la Finocchiaro - in nove giorni senza mai ricorrere alla fiducia". Ma in quali condizioni? E a quale prezzo? Soprattutto, cosa succede adesso? Nelle prossime settimane, entro la fine dell'anno, la maggioranza è chiamata ad approvare decreto fiscale e protocollo sul welfare che dovranno tornare a Palazzo Madama dalla Camera; dovrà approvare definitivamente la Finanziaria che tornerà qui in terza lettura; e poi il decreto sicurezza. Insomma, molte prove, tutte ravvicinate. E ognuna rischia di essere decisiva per la tenuta del governo. A quel punto, con chi voteranno i liberaldemocratici di Dini, Scalera e D'amico? E con chi l'Unione democratica di Willer Bordon e Roberto Manzione?

Dini: "Non ho tolto la fiducia a questo governo, valuteremo di volta in volta" - Le domande che rovinano la festa dell'Unione sono esattamente queste. Il discorso di Dini - due pagine e mezzo - le pone in modo chiaro, senza ombre. Quello che è chiaro è che mai i diniani salteranno il fosso per andare con la Cdl. Dopo l'aula Lambertow arriva alla buvette. Senatore, lei pensa a un nuovo governo in questa stessa maggioranza? A un'ipotesi di governo tecnico? "No, ho detto che questo governo e questa maggioranza non sono in grado di superare questa crisi. Lo dicono i numeri: in un anno il governo ha dimezzato i consensi". Quindi ha tolto la fiducia? "Non ho detto neppure questo, valuteremo di volta in volta, saranno le forze politiche a determinare come uscire da questa situazione". Mani libere, quindi, d'ora in avanti. Perché stasera i diniani hanno votato "una Finanziaria che presenta molte fragilità seguendo l'etica della responsabilità". Ma dal prossimo voto, la decisione sarà presa "sulla base dell'etica dei principi" che stasera, ad esempio, avrebbero spinto verso un voto negativo.

Avviso di sfratto anche da Bordon - Prima di Dini ha preso la parola per Willer Bordon. Anche dall'Unione dei democratici arriva un avviso di tempo scaduto al governo Prodi. "Il nostro sarà un voto favorevole - dice Bordon - ma nello stesso tempo vogliamo sottrarci ad una ridicola conta che oggi ha portato l'opinione pubblica a giudicare il risultato di quest'aula come una sorta di giudizio di Dio. Passa la finanziaria ma non cambia la nostra valutazione sulla fragilità del sistema politico". Per Bordon esiste al massimo "una maggioranza aritmetica" ma, avverte, "non avrebbe più senso continuare se non si riesce ad affrontare e a colmare le distanze che in una coalizione come la nostra sono diventate su alcuni terreni al momento incolmabili".

Pallaro e Fisichella, i primi seguaci - Il discorso di Dini ha colpito nel segno. Il senatore eletto in sud america Luigi Pallaro dichiara appena uscito dall'aula: "Potrei aderire al gruppo di Dini". Domenico Fisichella, anche lui orfano di partito, non esplicita ma intorno a lui molti hanno raccolto aperture alla posizione di Dini.

Prodi soddisfatto - Il premier è contento ma non esulta. Non potrebbe farlo. In aula non ha incrociato il saluto con Dini. E anche con Bordon c'è stata freddezza. Così si limita a due osservazioni. La prima: "I conti si fanno a fine legislatura. Sono tranquillo. La manovra approvata oggi è di grande successo. Nei prossimi mesi arriveranno i frutti. Non ho dubbi che siamo entrati in una nuova fase della nostra politica. Adagio, adagio, si vedranno i frutti del buongoverno". La seconda: "La finanziaria è stata votata senza la fiducia, è un risultato molto positivo. Un grande successo".

Cossiga ruba la scena - Ci ha pensato il presidente emerito a rallentare un po' la tensione prima del voto. Arrivato in aula alle 22 in tempo per il voto, Cossiga "ruba" la parola a Anna Finocchiaro. Non parla di finanziaria perchè "come mi fu insegnato anni fa i bilanci sono tutti falsi". Si dilunga invece sulla battaglia
di Balaclava "dove 600 cavalieri, nella guerra con la quale il Regno di Sardegna acquistò un posto nel concerto delle Nazioni europee, furono tutti sterminati dal fuoco nemico. Tranne il comandante che qui non c'è" e si guarda intorno in cerca, forse, di Berlusconi. "Ma voi - conclude Cossiga - siete entrati nella valle della Morte e nessuno dimenticherà il vostro disperato e disperante coraggio".


Mi ha appena chiamato PIR-CUOCO e ha detto che oggi si sente particolarmente creativo. Oggi il nostro chef ci propone altre due ricette di "novelle cucine"!!!

Partiamo da un primo piatto (anche se non lo possiamo definire un vero e proprio primo piatto). comunque oggi parliamo della Scarola m’Buttunata (o m'bottonata)

INGREDIENTI:
Scarola kg.1, olive verdi gr.200, capperi gr.50, acciughe gr.100 Pinoli e noci gr.150, aglio 3 spicchi, prezzemolo tritato, olio di oliva dl.1, sale e pepe quanto basta, (a piacere pangrattato gr.100).

PREPARAZIONE:
Pulite le scarole e mettetele a cuocere per alcuni minuti in una pentola con acqua bollente,leggermente salata.Scolatele e strizzatele. In una padella fate soffriggere l’aglio scamiciato nell’olio, unite a piacere il pangrattato,le olive snocciolate, i capperi dissalati, le acciughe,le noci, i pinoli,il prezzemolo tritato.salate e pepate il tutto in giusta misura.Fate cuocere per alcuni istanti, quindi unite le scarole ed un poco di acqua.Ricoprite e fate cuocere per almeno mezz’ora.

nota: noi qui a casa aggiungiamo anche dell' "UVA SECCATA" , che da quel tocco "dolciastro" alla pietanza. Ah, mi raccomando: l'uvetta rigorosamente "senza semienti"!!

Passiamo poi ad un secondo "leggero leggero", consigliato dai migliori nutrizionisti sammanghesi. Parliamo del